venerdì 26 aprile 2013

GIOVANNI PISTOIA/ LIBRI


GIOVANNI PISTOIA/ LIBRI


I POETI CONTEMPORANEI
Pagine, novembre 2012
formato eBook
http://www.amazon.it/dp/B00ADSNDW6


Giovanni Pistoia
LA PAROLA E IL TEMPO
pagine sparse
photocity
Edizioni Open
Gennaio 2013
http://ww4.photocity.it/Vetrina/DettaglioOpera.aspx?versione=19332&formato=8995


Giovanni Pistoia
HO DIMENTICATO LA MIA OMBRA
e altri racconti
Photocity Edizioni 2012
http://ww2.photocity.it/Vetrina/DettaglioOpera.aspx?versione=18291&formato=8517


Giovanni Pistoia
IL MARE A PRIMAVERA
racconti dal web
Photocity Edizioni settembre 2012
http://ww2.photocity.it/Vetrina/DettaglioOpera.aspx?versione=18875&formato=8766


Giovanni Pistoia
VOCI DEL SUD
tracce segni idee
PHOTOCITY EDIZIONI
2012
http://ww2.photocity.it/Vetrina/DettaglioOpera.aspx?versione=18840

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mercoledì 24 aprile 2013

Giovanni Pistoia/ Voci





Voci
di Giovanni Pistoia

Ho visto le immagini
di bambini massacrati
sotto il cielo della Siria. Nel silenzio
apparente dei corpi, straziati, ho udito
il loro pianto;
sussultava il ventre
della terra, mentre il mondo
taceva;
masticava vuote parole di vuoto.

Lasciamo che il sole si celi,
che la luna si celi,
che il mondo si celi. Nel silenzio
apparente dei corpi,
ho udito il loro grido,
voci di vivi in sordi deserti.

Ho visto la morte impallidire
allo sguardo severo della poesia,
ultimo affondo per scardinare
la notte fonda
nel tempo dell’abisso.

Perché i poeti?
a cura di Letizia Leone
L’Erudita/Giulio Perrone Editore
Roma, aprile 2013
(La raccolta antologica viene preceduta da testi poetici di Paolo Febbraro, Giorgio Manacorda, Elio Pecora, Gabriella Sica)


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domenica 21 aprile 2013

ROMA/ CULTURE A CONFRONTO ALLA SAPIENZA ATTRAVERSO LA POESIA


Lunedì 29 aprile alle ore 15,30 presso la Sala Odeion della Facoltà di Lettere e Filosofia in piazzale Aldo Moro n. 5, si terrà un incontro dal titolo “MONDI DI PAROLE”.

L’occasione dell’incontro è la presentazione del libro “Voci dall’aldiquà” del Prof. Gilberto Mazzoleni, poeta ed antropologo. Il volume, edito da Bulzoni, raccoglie la produzione poetica più recente e spunti di riflessioni in un affascinante confronto tra antropologia e poesia.

Il Prof. Mazzoleni, già ordinario di Storia delle Religioni presso Sapienza di Roma, tenta nel libro un dialogo sui due fronti antropologico e poetico, ripercorrendo  episodi ed avventure vissute nei suoi numerosi viaggi.

Dopo i saluti istituzionali del Preside, Prof. Roberto Nicolai, coordinerà l'incontro il Prof. Alessandro Saggioro, docente di Storia delle religioni e direttore del Master in Religioni e mediazione culturale. Intervengono la Prof.ssa Francesca Bernardini, il Prof. Luca Serianni, il Prof. Gaetano Lettieri, la Prof.ssa Emanuela Prinzivalli.

Con questo libro “Voci dall’aldiquà” in punta di penna il poeta antropologo offre al suo pubblico di affezionati lettori uno scrigno di proposte, ipotesi, prospettive culturali come nota in apertura Dario Sabbatucci.

Il poeta - viaggiatore ripercorre le sue avventurose e meravigliose promenades nelle culture di altri paesi offrendole come passeggiate metaforiche tra tematiche di grande importanza ma sfiorate con grande raffinatezza, con grande maestria. La sua cultura non diventa mai pesante bagaglio culturale ma semmai vivace e spedito mezzo di comunicazione anche divulgativo.

Così il poeta del mondo, come è facile sentir nominare il prof. Mazzoleni, con eleganza e leggerezza tocca uno spartito fresco anche quando la sua poetica si ripiega su se stessa quasi a presagire un allontanarsi dal dialogo con il lettore nell’attesa di un evanescente addio.

Ma è soltanto un momento, forse soltanto un vezzo, il poeta e la sua poesia si sentono necessari. Il lungo mestiere di educatore sostiene la poetica liberandola dai compiacimenti letterari e proiettandola in un contesto pedagogico quanto mai attuale ed auspicabile.

Il libro si chiude con una intervista illuminante sulla poetica di Gilberto Mazzoleni “Dal vello al veltro: solo un nuovo umanesimo ci salverà”di Anna Manna.

domenica 14 aprile 2013

UNA RECENSIONE DI DANTE MAFFIA



GIOVANNI PISTOIA, La parola e il tempo – pagine sparse, Pozzuoli (Napoli), Photocity, 2013

Ricordo, in maniera approssimativa, una raccomandazione di Luigi Einaudi, stare attenti anche a un appunto preso per fare la spesa, potrebbe servire per ricostruire momenti importanti dell’economia, per illuminare percorsi che altrimenti prenderebbero una piega imprecisa. Questo suggerimento mi ha fatto sempre tenere in gran conto gli appunti degli scrittori, i loro taccuini, le lettere, tutto ciò che sembra essere casuale e che poi si rivela necessario per molteplici aspetti. E in gran conto ho tenuto sempre anche le “pagine sparse”, quelle che uno scrittore realizza fuori dai progetti. Spesso si sono rivelate fonti inesauribili per comprendere meglio le opere maggiori, i testi strutturati e organizzati. Ecco perché, quando ho avuto tra le mani La parola e il tempo di Giovanni Pistoia ho subito pensato che attraverso questi scritti potevo ripercorrere la sua vita e dare maggiore senso a tutta la sua produzione.

Nella Nota introduttiva Pistoia specifica il senso e la portata della sua operazione dicendo che si tratta di “Scritti che si vogliono offrire, come semplice riflessione, non a pochi, ma a tanti, senza alcuna pretesa, né nozionistica né dispensatrice di facili soluzioni…”. In realtà egli è consapevole della preziosità di questi scritti e ne conosce la valenza sociale e politica e sa quindi che sortiranno un effetto che solleverà una serie di meditazioni.

Trenta anni di vicende offerte con il piglio del narratore, imperniate per lo più sulle questioni che riguardano Corigliano Calabro non passano inosservate e certamente faranno riflettere sia gli amici e sia i nemici dell’autore, perché molti si sentiranno scoperti nella loro incapacità a comprendere questioni che si sarebbero potuto risolvere agevolmente e che invece sono state lasciate a marcire nell’attesa più stupida e vuota che si possa immaginare.

Al fondo dell’insieme degli scritti c’è il rammarico che il suo paese abbia perduto delle occasioni che ormai hanno creato, tra l’altro, alcuni dissesti e hanno sospinto verso uno stato d’animo di popolazioni perdenti che perdura nell’immaginario. Ma fare agli inetti, sembra voler dire Giovanni Pistoia, il ripasso dei loro errori, della loro mancata adesione al bene comune non fa male e mette scomodi, perché Giovanni non ha tagliato, menomato o ripulito della passione del momento le sue pagine e perciò se ne avverte ancora l’indignazione, la calda partecipazione che mirava alle soluzioni di tanti progetti.

Isnardi era solito ripetere che tante briciole fanno un pane e dunque questo pane Giovanni Pistoia ce lo offre, convinto che possa giovare a rivisitare irrisolti problemi d’ogni genere. Del resto ormai la microstoria ha trovato finalmente la sua degna collocazione all’interno di quella che viene chiamata semplicemente la Storia con la maiuscola. La microstoria offerta da questo libro è documento prezioso che andrà a fiorire chissà dove e basta questa speranza per “giustificare” una fatica del genere, per capire che Giovanni Pistoia rende un servizio importante alla sua comunità facendolo senza toni alti, senza rimproveri, ma non modificando comunque nulla, come dichiara, da come gli scritti furono in origine concepiti e pubblicati.

Roma, aprile 2013
Dante Maffia

Giovanni Pistoia
LA PAROLA E IL TEMPO
pagine sparse
photocity Edizioni Open, gennaio 2013